la formazione

LA FORMAZIONE È IL CROCEVIA IN CUI HO POTUTO CONIUGARE
LA MIA ANIMA PSICOLOGICA CON QUELLA PEDAGOGICA
E METTERE A FRUTTO LA MIA PASSIONE PER IL LAVORO CON I GRUPPI

LA MIA IMPRONTA

Impariamo quando siamo interi

Quando faccio formazione mi sono chiarissime ormai due cose soprattutto: che siamo molto più che teste pensanti;
che impariamo se tutto il nostro sistema partecipa. Maria Montessori, e tanti pedagogisti con e dopo di lei, ce l’ha ampiamente dimostrato: l’essere umano apprende se sperimenta ciò che deve o vuole imparare.
In-segnare, cioè lasciare un segno, è un’azione creativa capace di generare nuove visioni e possibilità.
A livello cerebrale, lasciare il segno significa attivare nuovi circuiti neuronali e tanto più il processo sarà colorato di emozioni e di attivazione del corpo tanto più il segno sarà profondo e duraturo. Quando tutto il nostro sistema è coinvolto vitalità e motivazione diventano attivatori di ulteriori processi di apprendimento interno, conseguenti al processo formativo in sé.
Sono le nostre rielaborazioni post percorso, i collegamenti originali che ne derivano grazie proprio al fatto che ci siamo sentiti immersi in un processo vitale e generativo.
Bioenergetica e Gestalt sono fonti ricchissime da cui attingo, di volta in volta, possibilità di insegnare facendo esperienza, avendo cura delle condizioni che facilitano l’apprendimento: stare bene ed essere “comodi”, rispettare i tempi dell’attenzione e il bisogno corporeo di muovere l’energia, provare piacere ed emozionarsi, sentirsi in connessione con gli altri.
Quando faccio formazione sono intera io stessa: mi piace quello che faccio, mi muovo, partecipo, sono presente con tutti i miei sensi e la testa, che deve lavorare bene, ne trae enorme beneficio.

Meticciare saperi diversi

Mi sono imbattuta, tempo fa, in una parola che riassume la convergenza e l’integrazione di diversi saperi: consilienza (Wilson E.O. 1998). È la possibilità di meticciare discipline diverse, accostando teorie che non minano i presupposti rispettivi, ma li combinano e arricchiscono. Ciò che evolve va verso la maggior complessità.
Credo che i confini tra le discipline e le professioni abbiano il valore di rendere riconoscibile e definire l’identità.
Ma, ci insegna la Gestalt, i confini funzionano bene se sono flessibili e permeabili nella giusta misura, perché permettono lo scambio tra il dentro e fuori.
Quando faccio formazione mi piace accompagnare a viaggiare attraverso paesaggi diversi, quelli che conosco e per cui posso fare da guida. Il che, naturalmente, mi richiede studio e aggiornamento, per riuscire a stare nel flusso della conoscenza che mai si ferma.

Nutrire - attivare - imparare

Quando faccio formazione sento la responsabilità di nutrire e ciò che posso offrire sono sintesi personali di ciò che ho conosciuto e sperimentato in alcuni ambiti e su alcuni temi. Sento anche la responsabilità di allestire una scena su cui possa avvenire il processo di apprendimento e mi piace avere cura dei dettagli della scena.
Tuttavia il processo di apprendimento è un processo co-costruito: non solo perché per imparare occorre attivarsi e ad-gredire i nuovi contenuti per farli propri, ma anche perché ciò che io metto al centro va guardato e lavorato insieme.
Si genera, così, un circolo virtuoso, in cui un contributo da me portato diventa oggetto di esplorazione e manipolazione da parte del gruppo e genera nuovo sapere. Non c’è volta in cui io esca da un setting di formazione e non abbia imparato cose nuove grazie ai saperi che ho incontrato e che si sono generati. Il gruppo, se valorizzato nella sua funzione produttiva, è un corpo fertile che crea.
Il processo è dunque circolare: la cultura è costruita a più mani, occorre solo poter creare le condizioni perché questo accada.

I MIEI AMBIENTI

La mia attività formativa si muove tra due grandi territori:
quello del counseling e quello socio-pedagogico.

il territorio del counseling

Il counseling è una professione.
È una relazione di aiuto, che utilizza il setting individuale e di gruppo, per:
- sostenere momenti critici
- accompagnare fasi di passaggio
- potenziare le risorse individuali e dei gruppi
- migliorare e allenare le competenze relazionali e, più in generale, le cosiddette soft skill
(problem solving, competenze comunicative, gestione del conflitto, capacità organizzative, resilienza, fiducia e valorizzazione delle proprie risorse, assertività…).

Per far questo utilizza strumenti e setting diversi, a seconda degli approcci di riferimento.

Il counseling è anche una funzione di altre professioni: psicologi e pedagogisti praticano counseling nei loro rispettivi ambiti di intervento a fronte della loro formazione universitaria.

Da un punto di vista legislativo il counseling è una professione non normata (sono normate quelle che afferiscono ad ordini o collegi). Afferisce alla legge 4/2013, che disciplina le Associazioni di Categoria, garanti della qualità e deontologia.

La preparazione professionale prevede un triennio presso una Scuola di Formazione Professionale che integra contenuti teorici e metodologici e pratica attraverso il tirocinio supervisionato e un lavoro intensivo di crescita personale individuale e in gruppo, per allenare in sé ciò che si offre agli altri.

Faccio formazione per insegnare il counseling ed è il mio modo per contribuire a curarne la qualità e tenerla sempre in stretto contatto con il tempo che viviamo.
Ho scelto di muovermi in questo territorio perché, come psicologa, ho esperienza da anni di quanto sia utile e trasformativo il processo di counseling per tutti coloro che non hanno strettamente bisogno di un percorso di “cura”, quanto di accompagnamento in fasi critiche, di cambiamento ed evoluzione di sé verso un maggiore benessere e un maggiore senso di efficacia. Il mondo contemporaneo è sempre più complesso e può generare difficoltò personali e relazionali.
Richiede competenze soprattutto relazionali per riuscire a trovare un proprio modo di stare e raggiungere una buona qualità di vita.

Nel mio Blog ho pubblicato due articoli che descrivono la storia del counseling e di professioni vicine, i punti di contatto
e le differenze e che raccontano per immagini la professione:
Guerra e Pace
Il counselor surfista

il territorio socio-pedagogico

Nel variegato paesaggio dedicato all’educazione troviamo, in buona sostanza, tutti quei contesti nati per o allestiti specificamente per praticare e generare educazione: la scuola, i servizi socio-educativi, la famiglia.
Un paesaggio, quindi, popolato da insegnanti, educatori, assistenti sociali, genitori: ruoli centrali e complessi, a contatto con sfide e possibilità, per cui è fondamentale nutrire la propria competenza.

Da anni mi occupo di formazione e supervisione per chi, a sua volta, si occupa di educazione.
Realizzo percorsi di supervisione individuale e di gruppo rivolti a educatori, insegnanti, assistenti sociali.
Sono docente nel Corso di Alta Formazione dell'Università Cattolica di Milano "Supervisione pedagogica: culture educative, sguardi estetici, competenze complesse".

Nel mio Blog trovate un articolo sulla Supervisione dal mio punto di vista.

 

Gli ultimi percorsi formativi che ho progettato e realizzato

Soft skill
Formazione teorico-esperienziale sulle soft skill, rivolto a docenti di materia, insegnanti di sostegno e educatori scolastici.

EMBODY Il contributo delle neuroscienze alle relazioni di aiuto (prima edizione)
Percorso teorico-esperienziale rivolte a tutti i professionisti dell’aiuto, condotto insieme a Cristina Piolini e Francesca Imbimbo, entrambe pedagogiste.

EMBODY La relazione sicura (seconda edizione)
Percorso teorico-esperienziale rivolte a tutti i professionisti dell’aiuto, condotto insieme a Cristina Piolini e Francesca Imbimbo, entrambe pedagogiste.
Entrambi sono attivabili su richiesta per gruppi di almeno 15 persone ed entrambi hanno una versione specificamente dedicata a personale ASA-OSS.

In questi due grandi territori
ho anche trovato o costruito casa

Collage è un contenitore che abbiamo creato io e Alessandra Callegari, counselor bioenergetico di ampia esperienza oltre che una delle maggiori esperte in Italia di Ennegramma,.
Collage è uno spazio dedicato interamente al counseling in cui è possibile formarsi per diventare counselor, iscrivendosi al Corso triennale di Formazione in Counseling Professionale di cui sono co-direttore, e proseguire nell’aggiornamento come counselor professionisti come richiesto dalle Associazioni di Categoria.


(Assocounseling, nello specifico, è la nostra associazione di riferimento).

Diapason è una media impresa milanese del non-profit, che da più di trent’anni si occupa di progetti e servizi educativi, sociali e psicologici in ambiti e territori diversi. È stata creata nel 1985 da un piccolo gruppo di operatori, nell’ampio movimento della cooperazione sociale di quegli anni. Da allora ha sviluppato servizi e progetti, attività formativa e culturale, con il fine generale di sostenere le persone più fragili e di promuovere coesione e partecipazione sociale.

LA MIA ESPERIENZA

Oltre ad essermi laureata in Psicologia, ho una preparazione specifica in Counseling ad approccio Bionergetico-Gestaltico
e ho iniziato a fare formazione in counseling dal 2016.
Nel 2019 ho fondato, con Alessandra Callegari, la Scuola di Formazione in Counseling professionale Collage,
che dirigo e presso cui sono docente.

 

 

Dal 2000 a oggi ho realizzato diversi percorsi di formazione e supervisione in ambito socio-pedagogico, rivolti a educatori professionali, assistenti sociali e insegnanti.
Dal 2009 a febbraio 2020 sono stata Responsabile del Team Formazione di Diapason Cooperativa Sociale, con la funzione principale di progettazione e realizzazione dei piani formativi annuali.

Il mio curriculum in versione integrale

Alessandra Di Minno

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Alessandra Di Minno | Via Pasquale Fornari, 46 20146 Milano (MI)
PI 06673660962 CF DSMNLSN68H58F205G
Iscrizione ALBO sezione A n. 03/12779
Iscrizione Assocounseling A1713-2015
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